Frutta martorana realizzata a mano
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Se c'è un dolce che incarna perfettamente l'unione tra arte, ironia e devozione siciliana, quello è senza dubbio la Frutta Martorana.
Questi piccoli capolavori di pasta di mandorle (o pasta reale) vantano una storia affascinante che risale al Medioevo.
Tutto ha inizio a Palermo, presso il Monastero della Martorana, fondato nel 1194 dalla nobildonna Eloisa Martorana. Le monache benedettine di questo convento erano celebri per la cura dei loro giardini e per la maestria nel lavorare lo zucchero e le mandorle, ingredienti introdotti in Sicilia dagli Arabi.La tradizione narra che nel periodo normanno (o forse durante una visita papale o di un sovrano come Carlo V nel XVI secolo), il giardino del convento fosse spoglio a causa dell'inverno, per non sfigurare davanti all'illustre ospite, le monache decisero di modellare la pasta reale a forma di frutti (mandarini, fichi, limoni), dipingerli con tinte vegetali per renderli incredibilmente realistici e appenderli agli alberi spogli del giardino.
L'effetto fu così sorprendente che la tecnica divenne un marchio di fabbrica del monastero.
L'effetto fu così sorprendente che la tecnica divenne un marchio di fabbrica del monastero.
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Frutta martorana realizzata a mano
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